GENOVA, SABATO 7 MAGGIO: SI PRESENTA LA AUTOBIOGRAFIA DELLA COMBATTENTE PARTIGIANA SANDRA
Sabato sette maggio, a partire dalle ore 16:00, il circolo di Genova 'Foresti – De Vena' dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, in collaborazione con l'Associazione Abitanti della Maddalena, organizza – presso lo slargo tra via della Maddalena e vico della Rosa, davanti ai cancelli dell’asilo infantile municipale sito al civico numero 16 della suddetta via – la presentazione dell’autobiografia della combattente partigiana Onorina ‘Sandra’ Brambilla, moglie del comandante Giovanni ‘Visone’ Pesce, dal titolo: “Il pane bianco, memorie di una partigiana” (edizioni Milieu, Euro 13,90).
Dell’incontro – che avviene davanti ad un un centinaio di convenuti, tra cui si riconoscono diversi militanti di Rifondazione e del Partito Comunista guidato dal torinese Marco Rizzo – sono relatori: Tiziana Pesce, figlia della coppia di eroi della Resistenza sopra citata, ed il curatore della pubblicazione, Roberto Farina; è inoltre presente Delsa Esther Puebla Viltre (Teté), guerrigliera della Rivoluzione e prima donna cubana con il grado di Generale di Brigata nella 'Fuerzas Armadas Revolucionarias', che porterà un suo contributo al dibattito.
La prima ad intervenire è Tiziana Pesce: costei spiega perché, ancora oggi, occorre tenere viva la memoria della lotta antifascista, sfociata nella guerra di liberazione, e continuare a perseguire gli ideali di libertà che muovevano i partigiani, per contrastare il deciso ritorno in Europa del revanscismo; terminata la sua breve esposizione, la parola passa al Farina, che spiega la genesi del libro, avvenuta dopo la scomparsa del comandante Visone, e nonostante la grande ritrosia che contraddistingueva Sandra.
Tra i tanti episodi della Resistenza che vengono ricordati nel successivo dibattito, vorrei segnalare quanto Tiziana esprime con soddisfazione parlando di un episodio della sua vita: ricorda che sua madre le disse che, se nel corso delle torture subite durante gli interrogatori dei fascisti non fosse più riuscita a resistere, ella si sarebbe lanciata dalla finestra gridando “Viva Stalin!”; un’ennesima riprova di chi sia la figura che fa da spartiacque tra i veri comunisti ed invece coloro che sono solamente sedicenti tali.
Per ultima interviene Teté, che racconta alcuni passaggi significativi della guerriglia cubana – inerenti il periodo dal 1956, quando partì il Granma, ed il 1959, quando avvenne la liberazione dalla feroce dittatura di Fulgencio Batista – ed alla successiva resistenza contro l’imperialismo yanqui; questo avvenne anche grazie all’eroismo delle donne che combattevano per la Rivoluzione “anche con più coraggio rispetto agli uomini”, come ebbe a dire Fidel Castro, ricevendo in premio ruoli sempre più importanti nella società cubana.
Genova, 09 maggio 2016
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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